La prematura scomparsa di David Sassoli ci priva di un professionista che ha dimostrato in tutta la sua carriera, di giornalista e di politico, grande equilibrio ed umanità.

Voglio ricordarlo non solo per il ruolo di Presidente del Parlamento Europeo, che ha ricoperto con grande onore per tutta l’Italia, ma per lo spiccato spirito europeista che l’ha sempre contraddistinto, fin dall’inizio della sua attività giornalistica.

Come Direttore Editoriale della Lab DFG non posso che ringraziarlo per il grande onore che ci ha riservato, firmando la prefazione di Advanced Advisory, un volume che ha segnato la storia della nostra casa editrice, e che qui di seguito rimetto a favore di chi voglia affrontarne la lettura.

Come uomo, invece, non posso che salutarlo rivolgendogli il mio personale “grazie” per l’impegno profuso ogni giorno, nella ricerca propositiva del bene comune.

Giovanni Di Giorgi

«Il nostro modello di economia sociale di mercato va rilanciato. Le nostre regole economiche devono saper coniugare crescita, protezione sociale e rispe o dell’ambiente. Dobbiamo dotarci di strumenti adeguati per contrastare le povertà, dare prospe ive ai nostri giovani, rilanciare investimenti sostenibili, rafforzare il processo di convergenza tra le nostre regioni e i nostri territori. La rivoluzione digitale sta cambiano in profondità i nostri stili di vita, il nostro modo di produrre e di consumare. Abbiamo bisogno di regole che sappiano coniugare progresso tecnologico, sviluppo delle imprese e tutela dei lavoratori e delle persone. Il cambiamento climatico ci espone a rischi enormi ormai evidenti a tutti. Servono investimenti per tecnologie pulite per rispondere ai milioni di giovani che sono scesi in piazza, e alcuni venuti anche in quest’Aula, per ricordarci che non esiste un altro pianeta. Dobbiamo lavorare per una sempre più forte parità di genere e un sempre maggior ruolo delle donne ai vertici della politica, dell’economia, del sociale. Signore e Signori, questo è il nostro biglie o da visita per un mondo che per trovare regole ha bisogno anche di noi. Ma tu o questo non è avvenuto per caso. L’Unione europea non è un incidente della Storia.»

Sono passati pochi mesi dal discorso in plenaria a seguito della elezione alla presidenza del Parlamento europeo e, per la prefazione a questo volume, ho pensato di riprendere le stesse parole che ho pronunciato il giorno del mio insediamento.

L’impresa, la sostenibilità, l’innovazione tecnologica e digitale sono temi a me particolarmente cari e li ritrovo in questo libro declinati in maniera pratica.

Sono aspetti che oggi devono essere veicolati nei sistemi economici non solo da quanti caricano sulle proprie spalle il rischio di impresa ma anche da tutti gli attori che si adoperano per la transizione verso il futuro come le istituzioni, il mondo accademico e i consulenti che a ancano le aziende nell’individuare la strada migliore per non restare indietro.

Da presidente del Parlamento europeo non posso che sottolineare il ruolo decisivo che l’Unione assumerà rispetto alle tematiche della competizione e dello sviluppo in vista della prossima programmazione europea (2021-2027) che prevede uno stanzia- mento di circa 120 miliardi di euro per la ricerca e l’innovazione.

Sarà un banco di prova importante per misurare la capacità di attrarre risorse con proge i innovativi, in grado di lascia-re un segno nell’economia e nella società futura. Credo che sia giunto il momento di guardare con fiducia, consapevolezza e coraggio a queste prospettive, dialogando tra Paesi e tra professionisti e aprendo il più possibile a partenariati pubblici e privati per creare contaminazione e mutuo arricchimento.

In questo libro troverete molte storie di imprese che hanno utilizzato con successo questo metodo che potrebbe essere utile ad un paese come il nostro.

L’Italia, risentendo dell’onda lunga di una recessione non ancora alle spalle vede, infatti, nell’impresa che sa innovare un valido alleato per riconquistare un ruolo di primo piano nei mercati mondiali.

Solo se sapremo fare squadra e se sapremo me ere al centro gli interessi collettivi potremo davvero fare un buon servizio al nostro paese.

David Sassoli

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