Con la prefazione di Sandro Fioravanti dall’11 giugno arriva in libreria VITTORIE IMPERFETTE Storie di donne e uomini che non si sono arresi di Federico Vergari: venti brevi storie di donne e uomini che non si sono mai arresi davanti a nulla e che si sono rimboccati le maniche e sono ripartiti. Da Marco Pantani ad Assunta Legnante, da Michael Jordan a Tazio Nuvolari, passando per Novak Djokovic, Alex Zanardi e Federica Pellegrini. L’intervista di Fattitaliani.

Quando e perché è nata l’idea di questa particolare “raccolta di vite”?Ero in giro per l’Italia con Giovanni Di Giorgi per la promozione del mio precedente libro (Le sfide dei Campioni – Tunué) quando abbiamo iniziato a ragionare su nuove storie e nuove chiavi di lettura e scrittura sportiva. Non c’era ancora l’idea di un nuovo libro, ma subito ci siamo accorti che il nostro confronto accendeva delle luci ben precise. Lo faceva puntando i fari su personaggi dello sport che avevano conosciuto momenti altissimi ma al tempo stesso anche fragorose cadute. Jordan che si ritira, Lomu che si ammala, Assunta Legnante che perde la vista all’apice della carriera, Alex Zanardi che si reinventa in altri sport, il calcio femminile che faticosamente entra nelle nostre case e fa record di ascolti in tv. Ci siamo accorti che c’era un mondo di vittorie macchiate, imperfette e per questo ancora più belle. E che questo mondo meritava di essere raccontato in una raccolta.

Selezionarne 20 è stato facile? l’ultima scrematura con quale criterio è stata fatta?In realtà è avvenuto l’opposto… Il libro è stato pensato per 15 storie. Durante i lavori ci siamo accorti che la “shortlist” non riusciva a scendere sotto le 20 storie e così l’editore ha deciso di darmi fiducia e di aumentare la foliazione del libro per non costringermi a fare tagli. Un bell’attestato di stima e un investimento che spero aver ripagato.
Nella redazione delle venti biografie c’è uno schema ricorrente che accomuna i protagonisti?L’imperfezione e la voglia di non arrendersi è il comune denominatore di ogni storia. Ma a volte dobbiamo un po’ allargare le maglie del concetto di imperfezione. Penso alla Bartoli che non ha conosciuto personalmente cadute fragorose come magari altri protagonisti del libro, ma il sistema del quale è ingranaggio è imperfetto e si sta lottando per farlo emergere sempre di più donando al movimento del calcio femminile i giusti riconoscimenti. Quando invece parlo di voglia di non arrendersi penso ad esempio ad Assunta Legnante che poteva ritirarsi e farsi bastare la carriera che aveva avuto e invece dopo un primo – inevitabile – smarrimento decide che deve vincere tutto anche a livello paralimpico. E lo fa!

Fra le storie che racconti attraverso i personaggi scelti, ce n’è una che ti ha più coinvolto emotivamente?Ce ne sono due. La prima è quella di Nuvolari, lo storico pilota che viene coattamente fermato nella sua attività dalla seconda guerra mondiale: un suo alter ego decide di iniziare la lotta partigiana sull’appennino tosco-emiliano adottando come nome di battaglia proprio “Nuvolari”. E poi c’è Pantani: L’intervista realizzata attraverso l’escamotage delle interviste impossibili è ambientata a metà anni novanta, quando ancora non è il Pirata e quando può ancora decidere se rialzarsi dopo l’ennesimo infortunio e diventare una leggenda o se vivere di ricordi appendendo qualche foto e un paio di maglie nel chiosco di piadine dei suoi. Per me lui è e resterà sempre un personaggio fondamentale per la mia crescita.

La lettura del libro in che cosa potrà giovare un adolescente, un giovane?Non ho scritto questo libro pensando a un target strettamente adolescenziale, però ti confesso che mentre lo scrivevo mi rendevo conto di quanto fossero potenti ed educative queste storie. Credo che se un adolescente dovesse ritrovarsi tra le mani Vittorie imperfette potrebbe senza dubbio scoprire il valore della pazienza. L’attesa del proprio momento che prima o poi tornerà. Il valore educativo di una sconfitta o di una caduta. Ecco Vittorie imperfette spero che possa insegnare ai più giovani che il metodo, il lavoro duro e la pazienza possono realmente ripagare. E che il tempo è davvero un alleato. Anche quando sembra non passare mai. Giovanni Zambito.

©Fattitaliani.it

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